Questo inconveniente dell’immobilità non mi ci voleva..o mi ci voleva?
L’ultima volta che sono rimasta bloccata per una distorsione al ginocchio, sono uscita..sono andata via, fuori..fuori di testa.
È questo che ho fatto l’ultima volta che il mio corpo era immobilizzato: sono partita con la mia mente.
L’equilibrio, che strano, è uno stato in movimento. Senza movimento non è dato equilibrio.
Al contrario di ciò che può sembrare, infatti, l’equilibrio non è raggiungere la stasi, non è la staticità che fa sì che il cucchiaino rimanga appoggiato al bordo del bicchiere, in perfetto equilibrio, ma è il movimento oscillante dello stesso, il suo auto-bilanciarsi, il suo essere elemento integrato in una realtà dinamica, in movimento; una realtà atmosferica in continuo cambiamento che può da un momento all’altro portare un elemento, un corpo estraneo, a contatto con il nostro oggetto in equilibrio e fargli perdere la stabilità raggiunta. Ed è su questo che è fondato l’equilibrio.
Come nel tai-chi, la meditazione in movimento, l’equilibrio è il seguire, lo stare al passo con tutti gli elementi che ci circondano..fluidamente, seguirli assecondandone il flusso.
Se riuscissimo a seguire il vento o il fiume come foglie..
