Sono un’artista, una letterata, una donna d’ingegno e d’impegno. Ma non ci voglio credere, non voglio credere a quel che sento. Stesa sul divano del caffè in riva al canale saint martin a parigi, quello del cinema Mk2;
Ricapitolando:
seduta con la mia gamba balenga, in riva al fiume, nel caffè del cinema, libreria accanto, già una passione impossibile avviata..sono la rappresentazione di me stessa nella rappresentazione di un altro mondo possibile, inquadrata in uno spazio sociale speciale e particolare, costruito appositamente per l’altra arte, la settima. E io sogno l’ottava, che è quella mia: esprimermi con l’estmità baumiana, ma profonda e costruttiva. Sono lo spazio in cui mi trovo.
Rifletto:
mi faccio rapire dalla mia piccola e secondaria passione, piuttosto che da me stessa, dalla mia grandezza, dalle mie capacità, dalla mia forza interiore..dalla mia creazione. Almeno così credo prima di debrouiller toutes mes idées.
Poi:
Sono a Parigi! Partita senza arte né parte..o meglio, partita con arte e parte ma da sola, fiera, fiduciosa. Ora mi impiglio su uno scoglio, storto, un dosso rimosso, un chi che non ha ki..mi intrico dentro i soliti meandri di me, la bimba che vola via, cercando altrove l’amore, l’arte, la bellezza che ha dentro.
Perché:
Innanzitutto siamo soli, sempre più. Siamo in cerca gli uni degli altri ma se ci scontriamo in un bacio, non ci fermiamo, non ce la facciamo. È troppo osare amare, se poi si rischia di soffrire o di imegnarsi. È troppo duro il carico, e se poi si ha già amato ci si chiede perché dover ricominciare daccapo.
Io:
Io amo. Amo sempre, finché dura veramente. Io mi batto, mi accollo la pesantezza di un rapporto, la costruzione, gli impedimenti, le difficoltà. Ne vale la pena, ne vale sempre la pena.
Il mondo fuori di qui (fuori di me):
Invece no. Cinismo. Freddezza. Leggerezza. Amare fugacemente, una sera, una notte, senza amore. E poi ricominciare..
La paura è ormai determinante. Si ha paura di amare ma è un bisogno primario, come far l’amore, come mangiare. E’ un bisogno primario l’affetto, la comunanza.
Risoluzione:
E così il mondo muore, privato di affetto, privato di amore, privato di impegno.
E’ qui la questione, in politica, come in amore: troppo impegnativo, troppo rischioso, meglio andare avanti così, con gli acquisti, un iPad, o consumando un’ora di Internet, uno stato su facebook e tanti, tanti amici.
Biblio
Da leggere:
- joel kovel “the enemy of nature, the end of capitalism or the end of the world
http://www.joelkovel.com/bookstore.html#TEON
- Zigmund Baumann “la solitudine del cittadino globale”
Disimpegno, intimity ed estimity su facebook e nel mondo moderno
http://blog.ilmanifesto.it/laretenelcappio/2011/04/11/il-profilo-facebook-di-zygmunt-bauman/ :
” Rete è cioè la dimensione propria della modernità liquida, che non prevede norme, istituzioni o relazioni stabili. La rete si tesse e si disfa; è come la tela di Penelope che si costruisce il giorno per disfarla la notte o viceversa perché non è concesso nessun progetto, ma appunto un eterno presente.”
Da ascoltare:
http://www.youtube.com/watch?v=7pA5UhNaYw0

Ricordati Barbara
Pioveva senza tregua quel giorno su Brest
E tu camminavi sorridente
Raggiante rapita grondante, sotto la pioggia
Ricordati Barbara
Pioveva senza tregua su Brest
E t’ho incontrata in rue de Siam
E tu sorridevi, e sorridevo anche io
Ricordati Barbara
Tu che io non conoscevo
Tu che non mi conoscevi
Ricordati, ricordati comunque di quel giorno
Non dimenticare
Un uomo si riparava sotto un portico
E ha gridato il tuo nome
Barbara
E tu sei corsa incontro a lui sotto la pioggia
Grondante rapita raggiante
Gettandoti tra le sue braccia
Ricordati di questo Barbara
E non volermene se ti do del tu
Io do del tu a tutti quelli che amo
Anche se non li ho visti che una sola volta
Io do del tu a tutti quelli che si amano
Anche se non li conosco
Ricordati Barbara, non dimenticare
Questa pioggia buona e felice
Sul tuo viso felice
Su questa città felice
Questa pioggia sul mare, sull’arsenale …. (Barbara, Prevert)
Ciao Silvia.:)