Dopo il giudizio di inammissibilità pronunciato ieri dalla Corte Costituzionale, in risposta al ricorso di un giudice del tribunale di Spoleto, la legge 194 a tutela della salute delle donne è salva.
È proprio così? La risposta è no.
Un dato su tutti ci spiega perché: il 70% dei ginecologi in Italia è obiettore di coscienza; ció rende la legge, di fatto, inapplicata.
La battaglia comincia ora perché la vittoria campale del movimento #SAVE194 non avrebbe avuto luogo in un paese dove la salute della donna, la sua indipendenza e libertà fossero tutelate dalla Costituzione e dalle leggi parlamentari.
Per riprendere un detto comune, questo non è un paese per donne. Ma consoliamoci, Non lo sono neanche molti altri. Dall’occidente “progressista” alla Turchia, la questione dell’aborto e della libertà di scelta e autodeterminazione della donna sembra non andare giù a molti. A molti umani: dai Premier ai rappresentanti della società politica e civile.
Receip Taiyip Erdogan, il presidente turco, ha recentemente dichiarato che l’aborto è un omicidio. La soluzione è quindi abolire la legge sull’aborto, frutto della democratica e laica Turchia anni 80.
Negli Stati Uniti, più precisamente in Michigan, una deputata del partito repubblicano è stata punita dalla dirigenza per aver pronunciato in pubblico la parola vagina, a proposito di una polemica sull’aborto rinata in casa “prolife” – dove la vita è sempre in agguato.
Non c’è da stupirsi se in tempo di crisi vengano minacciate le libertà civili. Non è un caso che avvenga nei momenti più difficili, quando l’istigazione alla lotta fra poveri è strumento di distrazione di massa. È facile che in questi momenti movimenti sotterranei e sinuosi, facciano pressione con i loro piccoli grandi smottamenti, soprattutto premendo sulle fragili fondamenta delle costruzioni più esposte al sisma.
La costruzione che ci riguarda tutte e tutti, la casa che abitiamo è quella di Genere: un modello abitativo che va rispettato per una sana convivenza civile, per il bene di ognuno e della comunità.
Non c’è da chiedersi perché molti di quei paesi democratici, ‘faro dell’occidente’ (la Donna della libertà newyorchese non ha in mano una fiaccola?) e teatro delle prime lotte per le libertà civili, siano invece oggi megafono propagante intolleranza e discriminazione.
Non c’è da chiedersi perché questo accade, perché anche l’Europa e i suoi governi virino sempre più a destra. Senza troppo attardarci sul perché le nostre libertà vengano continuamente minacciate a livello mondiale, è ora invece di prendere spunto dai paesi citati, dalle donne che come noi promuovono azioni, eventi e manifestazioni pubbliche, con tutta la loro energia, bellezza e perseveranza.
Quello che occorre è agire e reagire all’offensiva, con molta più costanza e determinazione.
Per questo le donne del web, attutite, zittite e ignorate dai media dominanti, hanno gridato #SAVE194 nelle piazze virtuali (e non). Per questo le stesse donne, complici molti uomini, stanno organizzando una più dura e determinata battaglia perché la 194 venga applicata.
Perché non sia mai più possibile, né pensabile, che venga minacciata.
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Qui di seguito per vedere e partecipare:
-> Cosa facciamo noi in Italia
#Apply 194!
-> Cosa fanno (le bellezze del mondo)
USA Vagina!
Cose turche!

