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Posts Tagged ‘diritti’


In un’epoca di profonde mutazioni, il rapporto che abbiamo con il tempo è stravolto. #LeMonde ha invitato dei personaggi conosciuti e non, di ogni provenienza, a confidarsi su questo vasto tema.cap-pierre

Il “contadino e scrittore” Pierre Rabhi ci dice come sfuggire alla frenesia della nostra società : ” … la civiltà agricola, imponeva un tempo differente da quello della società industriale nel quale le persone accettano d’essere chiusi nelle città, rinchiusi tutta la loro vita in delle scatole, in uno spazio dove il sole sorge e tramonta senza motivo. C’è da chiedersi se esiste una vita prima della morte. E’ come si restassimo in coma per 10 mesi, prima di approfittare, nel mese che ci resta, di quello che il sistema ci ha confiscato… Bisogna quindi interrogarsi sulle ragioni che ci spingono ad essere docili alla frenesia, piuttosto che cercare d’innovare per sopportarla meglio! Risolviamo il problema alla radice: quale modalità d’organizzazione deve adottare l’umanità per godere di quello che la vita sulla Terra gli offre?”

Per approfondimenti :

Pierre Rabhi “La sobrità felice

Il sito in francese del Movimento Colibri, fondato da Pierre Rabhi per incoraggiare la nascita e l’attuazione di nuovi modelli di società fondati sull’autonomia, l’ecologia e l’umanesimo nel segno della decrescita e di una ‘sobrietà felice’. Il movimento trae il nome da una leggenda amerindiana.

https://www.colibris-lemouvement.org/

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La marcia delle #donne, contro Trump e contro la regressione dei diritti della donne in USA, si svolgerà questo sabato 21 gennaio.
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400.000 persone hanno aderito sui social e si stanno già organizzando degli autobus per permettere a tutti di partecipare.

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Cosa vuol dire essere ‪#‎razzista‬

Nella trasmissione radiofonica La Città Radiotre, si è affrontato il tema delicatissimo del razzismo, direi piuttosto della convivenza ormai obbligata fra cittadini immigranti e cittadini autoctoni.
A vederla da lontano e più precisamente dalla Francia, questa coabitazione, ‘forzata’ secondo il parere di alcuni cittadini italiani, fa sorridere.
A vederla da Parigi e dalla sua banlieue, la multiculturalità non esiste, perché è ormai un dato di fatto e duque ha cessato di esprimersi. I termini: classi multiculturali, società multiculturale, mediatrice interculturale, etc., sono privi di senso, o quanto meno interpretati diversamente (la mediatrice culturale lavora nei musei e quella intercultuale non esiste perché la mediatrice è qui, giustamente, ‘sociale, familiare’, ecc.).
Nonostante le ingiustizie sociali palpabili anche oltralpe e le lamentazioni delle leghe antirazziste, nonostante ‘Charlie’ che ha di certo ridotto alla semplificazione “terroristi islamici” una situazione e un problema molto più ampio, la Francia ha, ancora per poco, uno stato sociale, assicura una protezione di base ai non abbienti, non ammette (almeno a parole) le distinzioni razziali. E’ mal visto dire ‘nero, arabo, giallo, ecc.’, tanto che in banlieue i raggazzi hanno dovuto invertire le parole per farla passare fra loro cosi’ da creare il ‘rebeu’, il ‘renoir’ ma la cosa non li tange, perché alla fine sono tutti francesi. Più o meno è cosi’, con le dovute nuances.

Ecco dunque il nostro destino, basta guardarlo da lontano per accorgersene chiaramente. Il nostro avvenire sarà cosi’, è già cosi ed è inevitabile, tutti dovrebbero esserne consapevoli. Tutti dovrebbero esserne consapevoli, d’accordo, ma non possiamo pretenderlo.

Non si tratta di elogiare altri paesi e nemmeno di fare auto-critica. Un’analisi dovrebbe essere la più distante ed estranea possibile, constatare, e la più evidente delle osservazioni è che in Italia manca sempre più l’attenzione ai problemi dei cittadini deboli, un’etica di base (seppur ipocrita), un limite a cio’ che è possibile dire e fare e in sostanza manco il senso giustizia e di legalità.
Il vortice che ci tira tutti giù, sott’acqua, sta arraffando anche il poco di beni materiali ed etici che tenevamo ancora a galla con il braccio teso verso l’alto.

Una cosa che continua a stupirmi, è la fiducia che hanno molti cittadini europei nelle loro istituzioni ma anche nei rapporti fra di loro (relazioni commerciali, professionali, ecc.) e non è, purtroppo, fiducia nell’umanità come accade nei paesi meno individualistici, in cui la comunità rimpiazza le istituzioni (come sembrava, ahimé, essere da noi). Quello che il cittadino nord-europeo percepisce è, piuttosto, la sicurezza del limite alle ingiustizie, alle frodi, alle ‘fregature’ che gli è garantito da leggi, controlli e sanzioni.

Per tornare a bomba, credo che senza esagerare si puo’ dire che in uno Stato che non garantisce protezione sociale, che non tutela i diritti dei cittadini, che non agisce contro la precarietà e la povertà, che non attua controlli per arginare l’illegalità, il discorso di uguaglianza e tolleranza diventa difficile da far digerire e/o imporre. In una situazione di sfacelo come questa sembra impossibile e di certo è ancor più difficile che in altri paesi, militare per l’anti-razzismo senza scadere nella mediocrità e nel ‘razzismo positivo’ – che essendo razzismo, tanto positivo non è. Essere coerenti richiede onestà intellettuale ed etica e il nostro impegno, quando c’è, dovrebbe essere distribuito equamente fra i cittadini.

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La vita dentro è un romanzo breve teso ad esplorare la vivacità di due mondi, quello femminile e quello delle culture migranti, accomunati entrambi dal senso di condivisione e di appartenenza. Le esperienze descritte offrono saggi spunti di riflessione: sui sentimenti che affliggono e animano le relazioni umane, sempre in bilico fra individualismo e senso ancestrale di aggregazione; sulla politica e sui grandi temi sociali come l’immigrazione, la disuguaglianza, la violenza maschile e l’associazionismo.

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Previsioni Meteo

Vento nuovo da est, Pussy riot, perturbazioni dell’ordine pubblico, visibilità ottima.

A Nord grandi schiarite: la leader di femen rifugiata a Parigi prepara un campo di addestramento alla ribellione.

A Sud ancora grigio: la scrittrice italiana Costanza Miriano pubblica il suo nuovo libro, dopo essersi sottomessa, ora la donna deve essere schiava.

Medio Oriente e Africa del Nord: mutazioni di Genere in divenire.

Sud-America: esplosioni di sommovimenti a guida femminile (Cile) e femminista (Brasile).

USA, tempesta di ormoni e tripudio di stelle: film e best seller per “donne da sesso”.

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Cristina Rosati

scegliere cosa raccontare è un atto di resistenza

Mazzetta

Ce la possiamo fare

vibrisse, bollettino

di letture e scritture a cura di giulio mozzi

Le Comptoir

« Le comptoir d'un café est le parlement du peuple » Honoré de Balzac

Centro Immobiliare

IL CLIENTE AL CENTRO DELLE NOSTRE ATTENZIONI

Carteggi Letterari - critica e dintorni

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Polvere da sparo

Sono figlio del cammino, la carovana è la mia casa _Amin Maalouf_

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Il nuovo mondo di Galatea

Diario ironico dal mitico nordest

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Per un'altra Europa - Towards a different Europe

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WOMEN NOT AFRAID

“Siamo pervase dalla nostalgia per l’antica natura selvaggia. […] Ci hanno insegnato a vergognarci di un simile desiderio.” C. P. E.

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Education is the most powerful weapon which you can use to change the World (Nelson Mandela)

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Al di là del Buco

Verso la fine della guerra fredda (e pure calda) tra i sessi

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