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Posts Tagged ‘elezioni’


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A ‪#‎Londra‬ si vota per il nuovo sindaco. La cosa interessante..beh, ce ne sono diverse:
1) Londra ha superato New York per popolazione e questo fa sì che sia la più popolosa città occidentale.

2) Londra ha il 40% di residenti stranieri. Anche qui batte tutti i record occidentali.

3) Il nuovo sindaco labour potrebbe essere un ‪#‎musulmano‬. Anche qui, il primo della storia in una capitale occidentale.

Questo candidato sindaco – che usa nei suoi meeting salutare l’audience con “fratelli e sorelle salam alekum” – è ‪#‎femminista‬, crede nel matrimonio per tutti e vuole in ogni modo sconfiggere il radicalismo islamico. Ah! è anche schierato contro la Brexit Sadiq Khan.

Come in molte metropoli occidentali anche abitare a #Londra è diventato proibitivo. I residenti della classe sociale media (e bassa) vengono spinti sempre più lontano, nelle periferie estreme, dalle speculazioni degli investitori del mattone.
Discriminazione sociale e ghettizzazione sono i danni più evidenti delle nostre ‪#‎banlieue‬ europee. In queste periferie, fra le baraccopoli del mondo occidentale, in una Londra più multietnica della mitica N.Y., è nato il ns candidato. Quasi scontato il seguito: il very special candidate è nato in una numerosa famiglia di origine pachistana che vive in una casa popolare di periferia.

E visto che la maggior parte dei londinesi non sono miliardari e vogliono riprendere possesso della loro città, c’è il rischio che accada, che questo candidato vinca. E io non vedo l’ora di assistere a questo “esperimento”, la nostra (di Noi Europei?!) particolarissima anteprima mondiale.
C’è il rischio che gli speculatori immobiliaristi dell’Arabia Saudita & sons, i vari “estremisti islamici” salafiti e tutti i diversi attori in guerra, siano sconfitti proprio da coloro che vorrebbero come proseliti..o come capri espiatori.
Anche perché, come contro qualsiasi tipo di criminalità organizzata radicale e radicata, anche contro il terrorismo non c’è miglior estirpatore di chi lo subisce.
E c’è pure il rischio che gli alienati ‪#‎migranti‬, profughi della city e ‪#‎rifugiati‬ di banlieue, riescano a sradicarlo.

(fonte: TG Tv5 | Monde)

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Hier l’Italie a voté pour choisir son nouveau gouvernement.
A 20 heures un bon parti du peuple italien était choqué par le fait que Berlusconi, ancien ‘Premier’ de la République, avait encore une fois résisté aux coups de plusieurs scandales et avait donc gagné un bon 30% de l’électorat.

Bersani, chef de la coalition du centre-gauche, a encore une fois eu la démonstration de l’échec de sa campagne électorale.
Il n’a pas su être clair avec les citoyen et il n’a pas non plus donné de réponses concrétes à ceux qui croyaient aux valeurs de la gauche traditionnelle.

Seule et unique ‘surprise’: un comédien. S’il est vrai que l’Italie est un pays créatif, alors c’est encore plus vrai maintenant vu que le parti le plus nombreux à le gouverner sera celui d’un comédien expert en satirique mais qui ne connait rien de l’administration d’un pays.

Certains pensent que ce sera l’occasion d’un renouvellement du pays, vu qu’avec Beppe Grillo (c’est le nom du comédien et aussi le nome d’un animal, le grillon) il y aura des députés très jeunes et avec aucune liaison au pouvoir traditionnel ou avec l’élite des vieux politiciens italiens.

Du moins on l’espère.

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Ho scritto questo articolo a luglio 2011. Ho cercato di illustrare la situazione dell’attuale Parlamento turco: chi ha vinto alle ultime elezioni del 12 giugno scorso e con quali prospettive. E’ di questi giorni l’annuncio del BDP, il partito filo-curdo, di cessare il boicottaggio – i cui motivi potete leggere sotto – e di tornare in sede parlamentare. Non a caso, di questi giorni è anche la notizia del varo della nuova Costituzione sulla quale il premier Recep Tayyip Erdoğan lavora da anni per assicurarsi una maggioranza parlamentare in grado di approvare una Costituzione ‘a sua misura’ senza intralci – anche di questo potete leggere sotto.
Qualcosa mi diceva – beh ora è facile, siamo in tanti! – che la Turchia sarebbe stata la sorpresa geopolitca dell’anno. Credo però che ancora debba venire il bello: a breve ne sentiremo tutto “il peso” politico ed economico, in Europa, in Medio Oriente e in Africa – dove i turchi stanno investendo milioni di dollari e aprendo centinaia di ambasciate . Per questo, credo sia interessante e importante saperne di più sulla sua struttura interna, sulle discrepanze fra ciò che è e ciò che sembra (il partito socialista CHP ad esempio è il partito di Atatuk: in Europa sarebbe come a dire che un partito nazionalista è socialista, come a dire nazionalsocialista. La sola parola fa rabbrividire), sull’impostazione che il nuovo, vecchio  e saldo premier, Recep Tayyip Erdoğan, sta dando alla politica interna (e alla strategia estera) del suo paese.

(altro…)

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