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Posts Tagged ‘migranti’


Questo articolo lo pubblicai ben 4 anni fa sul sito Melting Pot per denunciare un fatto di cronaca, collegandolo al pacchetto sicurezza appena approvato e alla questione delle Ronde, in discussione allora alla Camera.

IL FATTO: Un signore di origine senegalese venne ucciso freddamente a colpi di fucile dal suo vicino, Ispettore di polizia, senza alcun motivo.

Ogni morte è una tragedia e ogni essere umano dovrebbe essere rispettato in quanto tale, ma certe morti vengono usate per propagandare leggi ingiuste, che non rispettano i diritti umani di nessuna persona.

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Viterbo Migrante


Melange di voci scorrono al mio passo
nei vicoli più quieti di Viterbo.
Idiomi diversi divisi da sampietrini.
In mezzo, il mio andare da mediatrice,
fra paura e vicinato.

I profumi si avvertono ad istinto,
attutiti dall’afa della sera.
Ortensie, rose e un albero di kiwi
in un piccolo giardino di mattoni;
curato da mani umili
ricorda del saggio d’oriente il riposo.

Il naso si drizza al fiuto:
caldi pasticci
sulla scia
come in un fumetto.

Odori di Viterbo medievale
della sua pietra scura
dei suoi cantori
che l’amano più della Mesopotamia.

Quei ricordi che non ti togli più di dosso, al respiro.

Viterbo 2011

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Roma


E’ un po’ lenta Roma, con la sua quieta sonnolenza estiva, disabilitata, spoglie sparse di indigeni, folle di turisti.

“Ma nun c’è problema signo'” ripete stanca e irrispettosa, con lo sguardo rivolto al cupolone – “me facesse ‘na grazia..me facesse fini’ de tribola’”.

E’ un po’ lenta la mia Roma antica, simbolo di storia che non muore ma si adatta, sfatta, alla disfatta.

Immagine

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Davanti casa, sotto il ponte verde rame, in ferro battuto “art nouveau” della metro Jaurès e dei suoi palpiti..notte e giorno, giorno e notte.

Sotto il ponte, accampati, in tenda, minori. Migranti, briganti.

Rifugiati afghani, giovani, meno giovani, sfuggono alle misurazioni delle ossa per dimostrare l’età. Sono giovani di cui prendersi cura, i minori a Parigi. Minori che per il solo status under 18 hanno il diritto ad essere accolti in Francia (ma anche in Italia), protetti, accuditi, alloggiati.

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Sono ancora confusi i bilanci di una giornata di scontri fra un gruppo di migranti e alcuni cittadini lampedusani. A far salire la tensione, il gesto estremo di un gruppo di tunisini che aveva rubato dal centro di primo soccorso e accoglienza (Cpsa) dell’isola alcune bombole di gas minacciando di farle saltare in aria nel porto vecchio.

Nelle scorse settimane, il protrarsi del trattenimento dei migranti nel Centro, per legge limitato a non più di 48 ore, aveva determinato varie proteste e la fuga di alcuni detenuti.

Per la maggioranza tunisini e nordafricani, circa mille migranti sono tuttora al Cpsa in condizioni rese più precarie dopo l’incendio doloso sviluppatosi ieri all’interno del Centro.

“È forte la preoccupazione per la sicurezza di soggetti vulnerabili quali donne incinte e persone disabili che dovrebbero essere ospitate in strutture adeguate” ha detto alla MISNA un portavoce di Medici senza frontiere (Msf) che durante l’incendio ha contribuito alle operazioni di soccorso ed evacuazione. Più volte Msf aveva denunciato “le inadeguate condizioni igieniche e di accoglienza dei centri soprattutto in situazione di sovraffollamento”.

Concordi anche i rappresentati di altre associazioni: “La tensione è altissima: i lampedusani sono esasperati da una situazione ingestibile che dura da troppo tempo. Oltre ai migranti, sono a rischio anche i nostri operatori perché in qualche modo vengono identificati con chi li aiuta” dice alla MISNA Filippo Miraglia, responsabile immigrazione dell’Arci, associazione di volontariato presente a Lampedusa per fornire servizi di informazione e assistenza.

Il Consiglio italiano per i rifugiati (Cir), in una nota diffusa in queste ore, condanna ogni tipo di violenza che danneggia, innanzitutto, quanti arrivano a Lampedusa in cerca di protezione: “Ci chiediamo perché non sono stati fatti in tempi brevi i trasferimenti dei migranti da Lampedusa verso la terraferma. Considerando una situazione giorno dopo giorno più tesa, questo elemento è incomprensibile”.

Articolo originariamente pubblicato il 21/09/2011 in Misna.org (tutti i diritti riservati)

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Sono stati trasferiti in diversi centri di accoglienza in Italia circa 200 migranti fino ad oggi trattenuti al Centro di primo soccorso e accoglienza (Cpsa) di Lampedusa. Per la maggioranza tunisini e dell’area del Maghreb, altri 1170 migranti sono tuttora al Cpsa in condizioni logistiche precarie. In realtà, riferiscono diverse fonti della MISNA, non è ancora chiaro se parte di questi migranti siano già stati rimpatriati.

La scorsa settimana il protrarsi del trattenimento, che per legge può durare solo 48 ore, aveva determinato varie proteste e alcuni migranti erano riusciti a fuggire dal centro.

“Dopo gli sbarchi – circa 700 persone arrivate sull’isola fra l’11 e il 12 settembre – ieri sono state trasferite 20 persone e oggi 200″ conferma alla MISNA Francesca Materozzi dell’Arci immigrazione, l’associazione di volontariato presente a Lampedusa per fornire agli immigrati servizi di informazione e assistenza.

Nei giorni scorsi Cono Galipò, amministratore delegato di ‘Lampedusa Accoglienza’, aveva detto alla MISNA che i trasferimenti sono organizzati in piccoli gruppi perché, per motivi organizzativi, non si possono fare in massa.

‘Terres des Hommes’ e ‘Save the children’, associazioni a tutela dell’infanzia, hanno denunciato inoltre le critiche condizioni di accoglienza dei minori: sull’isola sono 118 i non accompagnati e cinque con familiari.

Articolo pubblicato il 14/09/2011 su Misna.org

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Avanti


Donne colorate sfilano su marciapiedi
di quartieri altolocati.
Spingono carrozzini con dentro bambini
bianchi
le facce tese, arrese
gli aguardi stanchi.
Incuranti
portano l’obbligo
di essere vice
di madri assenti.
E mentre braccia forti
trasportano a testa bassa
vite fresche
su terreni incerti
puntare in alto
alle strisce rosate
guardare altrove
le strade nuove
di nuvole tosate
da emigrate

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Cristina Rosati

scegliere cosa raccontare è un atto di resistenza

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