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donnemigranti:

“Perché le ‪#‎donne‬ non se ne vanno?”
Una ‘storiella’ sulla ‪#‎violenza‬ domestica, come solo gli americani sanno fare:
“I’m here to tell you the story of crazy ‪#‎love‬..”

Originally posted on il ricciocorno schiattoso:

Dedicato a Sonia.

Oggi sono qui per parlare di una domanda inquietanteche ha una risposta altrettanto inquietante.Parlerò dei segreti della violenza domesticae la domanda alla quale ho intenzione di rispondereè la domanda che tutti fanno sempre:Perché lei rimane?Ma chi vorrebbe stare con un uomo che la picchia?

Io non sono una psichiatra, un’assistente socialeo un’esperta di violenza domestica.Sono solo una donna con una storia da raccontare.

Avevo 22 anni. Mi ero appena laureata ad Harvard.Mi ero trasferita a New York per il mio primo lavorocome scrittrice e redattrice per la rivista Seventeen.Avevo il mio primo appartamento,la mia prima American Express,e avevo un grande segreto.Il mio segreto era che avevo avuto una pistolacarica di proiettili a punta cava puntata alla testadall’uomo che pensavo fosse la mia anima gemella,tante, tante volte.L’uomo che amavo più…

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Originally posted on Il porto delle nuvole:

Logo Coordinamento Regionale dei Centri Antiviolenza

Ricevo e pubblico questa lettera  chiedendo di aiutarmi a diffonderla sul web.

Scrivo la presente a nome e per conto del Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna e della Casa delle donne per non subire violenza Onlus di Bologna che rappresento, dopo aver preso visione dei contenuti apparsi  sul quotidano on line qelsi il 10 dicembre scorso dal titolo Vi racconto il buisness delle associazioni antiviolenza

Preme fornire le seguenti precisazioni:

A quanto consta, la signora Marzia Schenetti non si è rivolta a nessun centro aderente al Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna per avere un aiuto per la situazione di violenza che ha subito, quindi non può parlare per esperienza diretta. Lo ha fatto invece per la presentazione di un suo libro, (cosa che è avvenuta) e successivamente per avere la retribuzione di un suo spettacolo teatrale. In questa seconda occasione le è stato risposto che – pur apprezzando il suo impegno…

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Forse lo sapevamo già: siamo tutti malati mentali. Grazie alla pubblicazione del DSM negli Stati Uniti ((Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders), sono state classificate un’immensità di malattie, o meglio disordini comportamentali che ci vedono tutti protagonisti.

L’inventore del concetto di ‘resilienza’, il neurologo e psichiatra Cyrulnik ce lo conferma, affermando che le cause principali delle malattie contemporanee sono in primis la solitudine (dovuta anche alle relazioni indirette del web) e lo sprint (dovuto in primis alle droghe e simili). Quest’ultimo concetto è da approfondire.

Insomma, consoliamoci: non esistono più gli schizzofrenici, i patologici, i pazzi da rinchiudere…perché stiamo già tutti dentro.

Une histoire personnelle de la psychiatrie


A 50 metri dalla frontiera turca, i kurdi dell’YPG-PKK (sigle dei due principali movimenti di guerriglia curdi, siriano e turco) si battono contro l’ISIS o meglio l’IS, lo Stato Islamico, un amalgama di movimenti jihadisti attualmente in campo in Siria e in Iraq, esito scontato della non intervenzione occidentale nella sanguinaria guerra siriana e conseguenza delle guerre di Iraq e Afghanistan. Continua a leggere »


Non possiamo non essere con i #kurdi, al loro fianco. Venite a manifestare domani h.15 alle Invalides, Parigi e se siete in #Italia, informatevi sulle iniziative delle associazioni italiane e curde. Si tratta di un ulteriore genocidio del quale stiamo per essere testimoni. Si tratta dell’ulteriore guerra innaturale. Si tratta di proteggere il mondo da questa regressione, dai suoi terrestri auto-distruttori.

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Avec le ‪#‎Kurdes‬, pour ‪#‎Kobane‬ et contre cette nouvelle guerre!
Le 4 Octobre à h15 aux ‪#‎Invalides‬, venez arrêter les terriens qui défonce leur propre sol!

..après vous pouvez aller à la nuit blanche de toute façon..

//

Train de vie


La pitié a les doits sur les nez
pour un pauvre malodorant
dans le métro roulant.

Un public muet et absent
déconcerté
pourtant négligeant
déjà habitué.

Faut-il payer ce péage
pour voir le paysage
d’une ville déguisée
en métropole aisée?

Le Grand #Paris


Esplanades d’eau, chemins de fer
les ponts se lèvent comme des arcs en ciel
souhaits que la nature ignore
sous l’agglomération de ses nuages.
Le grand Paris est aux portes
près d’ici la grandeur finit.

 

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